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Inizialmente il cielo era coperto da nuvole fitte, ma verso
mezzogiorno il vento ha portato bel tempo fino a sera.
In via si trova qualche chiodo e qualche sosta con anello
cementato, tutto il resto è da attrezzare.
Il
sentiero di discesa (n. 627) è abbastanza comodo, ad un primo
impatto può fare molta impressione nel primo tratto quando
attraversa (verso destra) il cengione sommitale.
Roccia ottima, unico difetto molte terrazze detritiche. |
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Descrizione Generale
Bellissima arrampicata di
grande soddisfazione sull'enorme parete ovest del Sass Pordoi.
La roccia è ottima lungo
tutto il percorso, alcuni tratti di roccia più scarsa vengono
aggirati lungo il percorso. La via è solo in parte attrezzata
(presenti alcune soste cementate e alcuni chiodi lungo i tiri).
Il percorso però non è quasi
mai obbligatorio quindi può capitare che si oltrepassi la
sosta o che non si trovino i chiodi lungo il tiro (quando
ci sono!). Per questi motivi portare materiale per proteggere
ed attrezzare le soste.
Attacco, Descrizione della via
Per l'attacco scendere dal Passo Pordoi seguendo il sentiero
che porta a Canazei (costeggiando la statale) fino all'Hotel
Gonzaga e da qui proseguire sulla strada fino al 16° tornante.
Dal tornante sulla destra (scendendo) si stacca un sentiero
(che porta a Pian Schiavaneis). Seguire il sentiero (segnato
con strisce blu) fin fuori dal bosco. Da qui individuare l'attacco
sulla parete (descritto in seguito) e dirigersi verso di esso
facendosi strada tra i ghiaioni. E' consigliabile avvicinarsi
alla parete per superare i vari pini/mughi per poi traversare
a sinistra fino all'attacco (circa 1 ora dal passo).
Sulla sinistra della parte
c'è un settore verticale e nerastro. A destra di questo si
può notare un'evidente depressione più o meno a metà altezza,
tagliata a metà da una colata nera che partendo dalla cengia
superiore arriva fino alla base della parete.
A destra della colata nera si
può notare un grosso avancorpo, si attacca circa a metà dello
stesso in corrispondenza di un canalino roccioso e di un ometto.
Questa colata nera (canale di
scolo dell'acqua) è ben visibile anche durante l'arrampicata
e verrà ripresa per dei riferimenti.
1° tiro:
dall'ometto si risale il facile
canalino roccioso fino ad una sosta cementata. 45 Mt., II°,
III°.
2° tiro:
si prosegue per il canalino
fino alla cresta dell'avancorpo.
30 Mt., III°.
3° tiro:
si rimonta la cresta tenendosi
sulla destra dove ci sono alcune fessure e poi salire verticalmente
alcuni metri (non farsi ingannare dalla traccia che dalla
cresta porta in orizzontale verso sinistra a ridosso della
parete principale del Sass Pordoi). Superata la parte difficile
proseguire facilmente fino a delle rocce. Sosta da attrezzare.
1 chiodo lungo il tiro.
Volendo si può procedere alcuni
metri fino alla forcella tra l'avancorpo e la parete principale.
Pochi metri più in basso (a sinistra) vi è un anello cementato,
ma è sconsigliabile sostare qui perché è facile venire colpiti
da eventuali sassi mossi dal compagno (o altra cordata) che
sta arrampicando sopra di voi.
50 Mt., IV°.
4° tiro:
superare le rocce a sinistra ed attaccare la parete principale.
Salire verticalmente circa 20 metri fino ad una terrazzina.
Sosta su due chiodi a sinistra di una piccola colata nera.
25 Mt., III°+, IV°-.
5° tiro:
dalla sosta proseguire orizzontalmente verso sinistra per
circa 25 Mt. fino a trovare 2 chiodi molto vicini. Pochi metri
dopo la sosta il traverso diventa molto esposto ma ben ammanigliato.
Non farsi ingannare a salire, continuare a traversare fin
che si trovano i chiodi. Si può sostare sui chiodi o meglio
proseguire in obliquo verso sx fino a raggiungere uno spiazzetto
con belle fessure per dadi e friends.
40 Mt., III°.
6° tiro:
proseguire in obliquo a sinistra puntando al bordo della prima
terrazza dalla quale scende la grande colata nera (2 chiodi).
Appena montati sul bordo della terrazza (circa 20 Mt. a
destra della colata nera) si trova una sosta cementata alla
propria destra.
30 Mt., III°.
7° tiro:
attraversare il canale di scolo e attrezzare la sosta.
40 Mt., I°.
8° tiro:
risalire in verticale per facili rocce gradonate ed attrezzare
un'altra sosta nel luogo più conveniente.
55 Mt., II°.
9° tiro:
puntando alla conca alla base del grande camino nero risalire
obliquamente verso destra risalendo una bella ed abbastanza
facile paretina. Sostare nella conca attrezzando la sosta.
45 Mt., III°, IV°-.
10° tiro:
a sinistra del camino nero possiamo ora vedere un bel diedro
che sarà la nostra successiva via di salita. Si aggira a destra
il tratto iniziale risalendo per facili rocce però non molto
stabili in alcuni punti, fino a giungere ad una piccola conca
alla base del diedro con sosta cementata.
40 Mt., III°, IV°-.
11° tiro:
risalire il diedro utilizzando una bella fessura sulla destra
dello stesso fino a giungere alla successiva sosta cementata.
Roccia ben appigliata e ottima.
30 Mt., IV°, 2 chiodi.
12° tiro:
continuare a risalire il diedro fino a quando si incontra
sulla sinistra un canale detritico. Abbandonare il diedro
e seguire il canale, uscendo da quest'ultimo si incontra un'altra
sosta cementata.
30 Mt., III°+, 1 chiodo.
13° tiro:
seguire una cengetta verso sinistra fino a giungere ad una
nicchietta gialla vicino alla quale si può attrezzare una
comoda sosta con una clessidra leggermente in alto sulla sinistra
della nicchia.
55 Mt., II°.
14° tiro:
Spostarsi a sinistra ancora qualche metro e poi risalire in
verticale su facili rocce di III° tenendosi poco a destra di
una evidente fessura. Sbucare su una terrazza e cercare il
chiodo di sosta infisso a destra nella fessura
precedentemente citata. 40 Mt., III°.
15° tiro:
proseguire verso destra con movimenti elementari per circa
50 Mt. e sostare poco prima di raggiungere il solito canale
di scolo. Attrezzare la sosta.
50 Mt., I°.
16° tiro:
sopra di noi si possono
osservare quattro strisce nere dovute allo scolo dell'acqua.
Concentrarsi su quella più a sinistra. A sinistra della stessa
si può notare ora un camino che sale in diagonale da destra
verso sinistra. Questo camino sarà da percorrere per
uscire sulla grossa Cengia sommitale. Dalla
sosta salire per facili rocce gradonate fino ad avvicinarsi
alla parete soprastante. Si può sostare su un cordino posizionato
in una grossa clessidra.
30 Mt., III°.
17° tiro:
salire la parete scura ben appigliata ma non molto ripulita
da passaggi. Attenzione a qualche masso instabile. Sostare
quando si giunge in un canalino leggermente detritico.
35 Mt., III°, IV°-.
18° tiro:
proseguire in verticale fino a raggiungere una cengetta.
Spostarsi ora verso destra fino a giungere a destra del camino
d'uscita e sostare su un chiodo (eventualmente da integrare).
30 Mt., III°+, II°.
19° tiro:
attaccare inizialmente
la fessura che porta in pochi metri al camino (IV°-). Risalire
ora in mezzo al camino su roccia buona fino ad un grosso masso
incastrato (sul quale è possibile una clessidra). Superare
direttamente lo strapiombetto stando sulla destra sfruttando
i buoni appigli, per finire nel canale detritico soprastante.
Continuare alcuni metri sul fondo del canale (facendo attenzione
a non smuovere sassi) fino ad uscire (tenendo la sinistra)
sulla grossa cengia sommitale. Attrezzare l'ultima sosta.
45 Mt., IV°-, III°+, II°.
Discesa
Dall'uscita bisogna
percorrere verso destra tutta l'enorme cengia ghiaiosa. C'è una traccia di sentiero a pochi metri dalla parete che verticalmente
si rilancia fino alla cima del Sass Pordoi.
Il
tratto da percorre visto dall'uscita della via può mettere
soggezione, ma una volta sul sentiero ci si tranquillizza
un po'.
Seguire
il sentiero fino a girare dietro lo spigolo della parete,
da qui il terreno si fa meno impegnativo e più comodo fino
al Passo Pordoi. Circa 1h. 15' dall'uscita della via. |