Sass Pordoi - Via Dibona (fino al cengione 2650 Mt.)

Zona Montuosa Dolomiti - Gruppo di Sella Località di partenza Passo Pordoi (TN)
Quota Partenza 2239 Mt. Quota di arrivo 2650 Mt. circa
Dislivello totale

-240 Mt. per l'attacco
+650 Mt. la via (850 lo sviluppo)

Data di uscita 26/06/2004
Ore di salita

1 h. per l'attacco
8 h. la via

Ore di discesa 1 h. 30'
Sentieri utilizzati n. 627 (sentiero di discesa) Giudizio sull'ascensione Ottimo, di grande soddisfazione
Sass Balòss presenti Luca, Bertoldo Difficoltà III°, IV°
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Inizialmente il cielo era coperto da nuvole fitte, ma verso mezzogiorno il vento ha portato bel tempo fino a sera.
In via si trova qualche chiodo e qualche sosta con anello cementato, tutto il resto è da attrezzare.
Il sentiero di discesa (n. 627) è abbastanza comodo, ad un primo impatto può fare molta impressione nel primo tratto quando attraversa (verso destra) il cengione sommitale.
Roccia ottima, unico difetto molte terrazze detritiche.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata. La roccia è molto buona, ma ci sono parecchie terrazze detritiche dalle quali è molto facile smuovere inavvertitamente sassi più o meno grandi! 

Presenza di acqua
L'unica fonte d'acqua è il canale di scolo della parete. Lo si attraversa una volta e ci si avvicina un altro paio di volte.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Tradizionale da arrampicata. Portare dadi, friend, chiodi e cordini per attrezzare. Necessaria una corda da 60 metri, due mezze risultano la soluzione ottimale.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale
Bellissima arrampicata di grande soddisfazione sull'enorme parete ovest del Sass Pordoi.
La roccia è ottima lungo tutto il percorso, alcuni tratti di roccia più scarsa vengono aggirati lungo il percorso. La via è solo in parte attrezzata (presenti alcune soste cementate e alcuni chiodi lungo i tiri).
Il percorso però non è quasi mai obbligatorio quindi può capitare che si oltrepassi la sosta o che non si trovino i chiodi lungo il tiro (quando ci sono!). Per questi motivi portare materiale per proteggere ed attrezzare le soste.
Attacco, Descrizione della via
Per l'attacco scendere dal Passo Pordoi seguendo il sentiero che porta a Canazei (costeggiando la statale) fino all'Hotel Gonzaga e da qui proseguire sulla strada fino al 16° tornante. Dal tornante sulla destra (scendendo) si stacca un sentiero (che porta a Pian Schiavaneis). Seguire il sentiero (segnato con strisce blu) fin fuori dal bosco. Da qui individuare l'attacco sulla parete (descritto in seguito) e dirigersi verso di esso facendosi strada tra i ghiaioni. E' consigliabile avvicinarsi alla parete per superare i vari pini/mughi per poi traversare a sinistra fino all'attacco (circa 1 ora dal passo).
Sulla sinistra della parte c'è un settore verticale e nerastro. A destra di questo si può notare un'evidente depressione più o meno a metà altezza, tagliata a metà da una colata nera che partendo dalla cengia superiore arriva fino alla base della parete.

A destra della colata nera si può notare un grosso avancorpo, si attacca circa a metà dello stesso in corrispondenza di un canalino roccioso e di un ometto.
Questa colata nera (canale di scolo dell'acqua) è ben visibile anche durante l'arrampicata e verrà ripresa per dei riferimenti.

1° tiro:
dall'ometto si risale il facile canalino roccioso fino ad una sosta cementata. 45 Mt., II°, III°.

2° tiro:
si prosegue per il canalino fino alla cresta dell'avancorpo. 30 Mt., III°.

3° tiro:
si rimonta la cresta tenendosi sulla destra dove ci sono alcune fessure e poi salire verticalmente alcuni metri (non farsi ingannare dalla traccia che dalla cresta porta in orizzontale verso sinistra a ridosso della parete principale del Sass Pordoi). Superata la parte difficile proseguire facilmente fino a delle rocce. Sosta da attrezzare. 1 chiodo lungo il tiro.

Volendo si può procedere alcuni metri fino alla forcella tra l'avancorpo e la parete principale. Pochi metri più in basso (a sinistra) vi è un anello cementato, ma è sconsigliabile sostare qui perché è facile venire colpiti da eventuali sassi mossi dal compagno (o altra cordata) che sta arrampicando sopra di voi. 50 Mt., IV°.

4° tiro:
superare le rocce a sinistra ed attaccare la parete principale. Salire verticalmente circa 20 metri fino ad una terrazzina. Sosta su due chiodi a sinistra di una piccola colata nera. 25 Mt., III°+, IV°-.

5° tiro:
dalla sosta proseguire orizzontalmente verso sinistra per circa 25 Mt. fino a trovare 2 chiodi molto vicini. Pochi metri dopo la sosta il traverso diventa molto esposto ma ben ammanigliato. Non farsi ingannare a salire, continuare a traversare fin che si trovano i chiodi. Si può sostare sui chiodi o meglio proseguire in obliquo verso sx fino a raggiungere uno spiazzetto con belle fessure per dadi e friends.
40 Mt., III°.

6° tiro:
proseguire in obliquo a sinistra puntando al bordo della prima terrazza dalla quale scende la grande colata nera (2 chiodi). Appena montati sul bordo della terrazza (circa 20 Mt. a destra della colata nera) si trova una sosta cementata alla propria destra. 30 Mt., III°.

7° tiro:
attraversare il canale di scolo e attrezzare la sosta. 40 Mt., I°.

8° tiro:
risalire in verticale per facili rocce gradonate ed attrezzare un'altra sosta nel luogo più conveniente. 55 Mt., II°.

9° tiro:
puntando alla conca alla base del grande camino nero risalire obliquamente verso destra risalendo una bella ed abbastanza facile paretina. Sostare nella conca attrezzando la sosta. 45 Mt., III°, IV°-.

10° tiro:
a sinistra del camino nero possiamo ora vedere un bel diedro che sarà la nostra successiva via di salita. Si aggira a destra il tratto iniziale risalendo per facili rocce però non molto stabili in alcuni punti, fino a giungere ad una piccola conca alla base del diedro con sosta cementata. 40 Mt., III°, IV°-.

11° tiro:
risalire il diedro utilizzando una bella fessura sulla destra dello stesso fino a giungere alla successiva sosta cementata. Roccia ben appigliata e ottima. 30 Mt., IV°, 2 chiodi.

12° tiro:
continuare a risalire il diedro fino a quando si incontra sulla sinistra un canale detritico. Abbandonare il diedro e seguire il canale, uscendo da quest'ultimo si incontra un'altra sosta cementata. 30 Mt., III°+, 1 chiodo.

13° tiro:
seguire una cengetta verso sinistra fino a giungere ad una nicchietta gialla vicino alla quale si può attrezzare una comoda sosta con una clessidra leggermente in alto sulla sinistra della nicchia. 55 Mt., II°.

14° tiro:
Spostarsi a sinistra ancora qualche metro e poi risalire in verticale su facili rocce di III° tenendosi poco a destra di una evidente fessura. Sbucare su una terrazza e cercare il chiodo di sosta  infisso a destra nella fessura precedentemente citata. 40 Mt., III°.

15° tiro:
proseguire verso destra con movimenti elementari per circa 50 Mt. e sostare poco prima di raggiungere il solito canale di scolo. Attrezzare la sosta. 50 Mt., I°.

16° tiro:
sopra di noi si possono osservare quattro strisce nere dovute allo scolo dell'acqua. Concentrarsi su quella più a sinistra. A sinistra della stessa si può notare ora un camino che sale in diagonale da destra verso sinistra. Questo camino sarà da percorrere per uscire sulla grossa Cengia sommitale.
Dalla sosta salire per facili rocce gradonate fino ad avvicinarsi alla parete soprastante. Si può sostare su un cordino posizionato in una grossa clessidra. 30 Mt., III°.

17° tiro:
salire la parete scura ben appigliata ma non molto ripulita da passaggi. Attenzione a qualche masso instabile. Sostare quando si giunge in un canalino leggermente detritico. 35 Mt., III°, IV°-.

18° tiro:
proseguire in verticale fino a raggiungere una cengetta. Spostarsi ora verso destra fino a giungere a destra del camino d'uscita e sostare su un chiodo (eventualmente da integrare). 30 Mt., III°+, II°.

19° tiro:
attaccare inizialmente la fessura che porta in pochi metri al camino (IV°-). Risalire ora in mezzo al camino su roccia buona fino ad un grosso masso incastrato (sul quale è possibile una clessidra). Superare direttamente lo strapiombetto stando sulla destra sfruttando i buoni appigli, per finire nel canale detritico soprastante. Continuare alcuni metri sul fondo del canale (facendo attenzione a non smuovere sassi) fino ad uscire (tenendo la sinistra) sulla grossa cengia sommitale. Attrezzare l'ultima sosta. 45 Mt., IV°-, III°+, II°.

Discesa
Dall'uscita bisogna percorrere verso destra tutta l'enorme cengia ghiaiosa. C'è una traccia di sentiero a pochi metri dalla parete che verticalmente si rilancia fino alla cima del Sass Pordoi.
Il tratto da percorre visto dall'uscita della via può mettere soggezione, ma una volta sul sentiero ci si tranquillizza un po'.
Seguire il sentiero fino a girare dietro lo spigolo della parete, da qui il terreno si fa meno impegnativo e più comodo fino al Passo Pordoi. Circa 1h. 15' dall'uscita della via.

Note

Se si è una cordata veloce, una volta giunti sulla grande cengia ghiaiosa si può proseguire verso la vetta con la continuazione della via stessa (max IV°+, percorsa il 06/08/06) o scegliendo fra altre numerose vie più o meno difficili.

Commenti vari

Abbiamo trovato la via molto interessante. Salita lunga, in ambiente bellissimo, difficoltà contenute e molto da attrezzare.

   
Il 4° tiro, visibile la striscia nera alla sinistra della quale si sosta
Bertoldo sul traverso del 5° tiro
   
Bertoldo sul 11° tiro, nel diedro
Luca alla 16° sosta
   

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I 2 Sass all'uscita della via, ore 19.40

La traccia da seguire verso dx sul cengione sommitale

   
 

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Guglia che si incontra durante la discesa

La via Dibona sull'enorme parete ovest del Sass Pordoi