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Descrizione Generale
Dal rifugio Gianetti è impossibile non notare questa guglia solitaria posta poco più a sinistra del Pizzo Badile.
La via Fiorelli è l'itinerario più vecchio della parete ed è stata aperta da Giulio Fiorelli e compagni
nel 1954. Sale per l'evidente diedro inclinato sulla parete sud per poi portarsi sul versantre est e salire fino in cima percorrendo un altro diedro decisamente più verticale ed impegnativo. Attualmetne l'itinerario è stato completamente riatrezzato con spit sia alle soste che lungo i tiri.
Attacco, Descrizione della via
Giungendo da Colico oltrepassare la città di Morbegno senza mai abbandonare la strada provinciale 38. Ad un certo punto la strada oltrepasserà il fiume Adda e piegherà nettamente verso destra. Appena oltrepassato il ponte (3 arcate di cemento bianco) svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per la Val Masino. Seguire la strada locale 404 per circa 8 Km. fino a giungere al paese di San Martino. Continuare sino a raggiungere le terme dei Bagni di Masino; oltrepassarle e poco prima del termine della strada parcheggiare a sinistra in uno spiazzo sotto dei grandissimi alberi (in estate è necessario pagare un ticket di 5 Euro).
Da qui seguire la mulattiera che conduce ad un bivio (palina in loco). Prendere il sentiero di destra che dopo aver attraversato un prato inizia a salire repentinamente in un bosco. Terminato il bosco ci si trova davanti alle baite della "Corte Vecchia" (1405 Mt. - fontana in loco). Continuare sino a sbucare in una grande e splendida
spianata ricoperta di pascoli, il "Piano del Porcellizzo" (1899 Mt.),
dove sorge la "Casera del Porcellizzo".
Oltrepassata la baita si attraversa tutto il pianoro e un ponte
sul torrente, poi seguendo il sentiero (diversi tornanti) si riprende a guadagnare quota sino ad arrivare al cospetto del
rifugio Gianetti.
Dal Gianetti seguire inizialmente il sentiero n. per il rifugio Omio, poi abbandonarlo puntando direttamente all'evidente Dente della Vecchia transitando su grossi massi. Stare a sinistra dello zoccolo erboso fino ad individuare degli ometti che, salendo verso destra, portano sulla terrazza sopra lo zoccolo. Proseguire ora fino alla base della parete in corrispondenza dell'evidentissimo diedro inclinato verso destra dove è siituato l'attacco.
1° tiro:
seguire il diedro fessurato fino al suo termine dove si sosta (2 spit+cordone+maglia rapida).
30 Mt., II°, IV°, 2 spit.
2° tiro:
traversare a destra in leggera ascesa fin sotto la verticale del successivo diedro. Superare uno strapiombino e proseguire fino alla sosta (2 spit con anello). 25 Mt.,
III°, V°,
4 spit.
3° tiro:
seguire il diedro fino al suo termine dove si sosta (2
spit+cordone+maglia rapida). 35 Mt., V°+, VI°-, V°, 5 spit.
4° tiro:
salire la placca obliquando verso sinistra, superare un saltino con appigli alti e proseguire ancora per placca fino al termine della via dove si trova l'ultima sosta (2 spit con anello).
20 Mt., V°, VI°-, V°, 4 spit.
Discesa
-In doppia sulla via. Con corde da 60 Mt. si possono effettuare le seguenti calate: da S4 a S3, da S3 a S1 (saltando S2), da S1 a terra.
-Oppure con 2 calate (segnate con freccia verde sulla foto con il traccito della via ) sull'esposta parete sud sfruttando la S2 della via Champignon Merveilleux 1a. calata: 30 Mt.; 2a. calata: 55 Mt.
Poi a ritroso mediante il sentiero d'avvicinamento. |