Piccolo Dain, Parete del Limarò - Via Il Razzismo dal Mondo

Zona Montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località di partenza Sarche (TN)
Quota Partenza 90 Mt. Quota di arrivo 340 Mt.
Dislivello totale +0 per l'attacco
+250 Mt. la via (270 lo sviluppo)
Data di uscita 10/12/2006
Ore di salita 15' per l'attacco
3 h. 30' la via
Ore di discesa 30'
Sentieri utilizzati non numerati Giudizio sull'ascensione Scarsa
Sass Balòss presenti Luca, Bertoldo Difficoltà VI°+/VI°, A0
Persone esterne presenti
Giacomo, Maurizio.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata nuvolosa con temperature più che accettabili vista la stagione. Il sentiero per l’avvicinamento è brevissimo (meno di 10') completamente in piano, quello di discesa segnalato con bolli rossi all'inizio è ben tracciato e facilmente identificabile.
La roccia non è delle migliori. In parecchi punti risulta friabile. Necessario prestare attenzione a dove si appoggiano i piedi e le mani.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata. Lungo questa via c'è un pericolo concreto di caduta sassi se si è preceduti da altre cordate.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. Fondamentali friends e cordini.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale
Via aperta da Giuliano Stenghel e F. Sartori nel 1983
che sale la Parete del Limarò al Piccolo Dain. Gli apritori dedicarono la salita a Padre Renato Chizito Cerezo. Nonostante la guida di Diego Filippi attribuisca quattro stelle su cinque a questa salita, noi non ci sentiamo di consigliarla per via della pessima qualità della roccia e la folta vegetazione. Le soste sono tutte ricavabili su piante.
Attacco, Descrizione della via
Da Arco di Trento risalire tutta la Valle del Sarca fino ad arrivare a Sarche. Qui la strada si divide. Prendere a sinistra in direzione di Madonna di Campiglio. Cento metri dopo la svolta, imboccare sulla destra una piccola strada che corre parallela alla principale. Proseguire un centinaio di metri fino ad una comoda zona dove poter posteggiare.
Poi a piedi raggiungere nuovamente la statale (andando in direzione di Madonna di Campiglio) e proseguire dritti fino a raggiungere il cancello della centrale dell'Enel. Scavalcarlo e al termine della struttura imboccare la traccia di sentiero che costeggia la parete. L'attacco è posto poco oltre in corrispondenza di un diedro fessurato dove all'interno sono cresciuti diversi arbusti.

1° tiro:

rimontare la parete e portarsi all'inizio della fessura che incide il diedro, salirla sino a raggiungere un grosso albero che ostacola il cammino e sostare. 35 Mt., IV°, V°+, 1 chiodo.

2° tiro:
oltre la pianta il diedro è chiuso a camino per i primi metri, poi termina e si continua per salti erbosi sino alla grande cengia che caratterizza la parete. Si sosta su di una pianta con cordini. 25 Mt., IV°, III°, 1 chiodo.

3° tiro:
dalla sosta ci si alza alcuni metri e poi, obliquando a sinistra, si raggiunge un grande arbusto. Da qui si traversa verso sinistra per circa 10 Mt. fino ad un alberello sul quale si sosta. Roccia molto instabile. 30 Mt., III°, IV°, II°, 1 chiodo.

4° tiro:
salire la rampa obliqua verso destra sino a raggiungere l'inizio di un diedro giallastro dove si sosta comodamente su di un albero. Molti massi instabili. 20 Mt., IV°+.

5° tiro:
proseguire lungo il diedro sino a quando diviene strapiombante, indi uscirne a destra e proseguire sino a raggiungere degli alberelli dove si attrezza la sosta. Poco sopra è identificabile una piccola nicchietta nerastra alla quale gli apritori assegnarono il nome di "Buco della Femminilità". Ci si trova a sinistra del grande tetto ad arco. 40 Mt., VI°, VI°+, 9 chiodi.

6° tiro:
superare il "Buco della Femminilità" e aggirare sulla sinistra il grande tetto ad arco. Proseguire poi per placca sino ad un piccolo ripiano dove si sosta ancora su pianta. 20 Mt., V°+, V°, 1 chiodo.

7° tiro:
salire a destra della sosta lungo delle rocce molto lavorate e piene d'erba. Procedere sino al termine delle corde, indi attrezzare la sosta su un arbusto o su friend. 55 Mt., V°, IV°, 1 chiodo.

8° tiro:
alzarsi pochi metri fino a raggiungere un'ampia cengia che permette di attraversare verso destra. Via via la cengia diventa più stretta fino a quando ci si trova al cospetto di un muretto verticale e saranno ben evidenti gli spit della "Via Amazzonia". Seguirli (si supera il muretto e poi si riprende a traversare verso destra) fino ad una sosta attrezzata. 55 Mt., II°, III°.

Seguire la traccia di destra alcune decine di metri fino a raggiungere la recinzione paramassi da dove parte il sentiero di discesa. Procedere anche slegati. 30 Mt., I°.
Discesa
Seguire il sentiero, che inizialmente sale nel bosco (bolli rossi), fino ad incrociare quello che scende dalla cima del Piccolo Dain. Qui prendere a destra e iniziare a scendere (indicazioni per la ferrata). Superare alcuni tratti attrezzati con corde fisse sino ad un bivio (scritte su di un masso). Qui scendere verso destra (ripido) sino a raggiungere l'abitato di Sarche.
Giunti in prossimità delle abitazioni prendere una traccia verso destra (a sinistra si entra in un terreno privato e oltre la strada è sbarrata da cancello). Si arriva in un parcheggio vicino alla chiesa, da qui, seguendo la strada provinciale tornare in breve alla macchina.

Note

L'uscita originale della via non prevede il raccordo con la Via Amazzonia bensì di proseguire lungo le facili rampe che conducono al bosco sommitale.

Commenti
L'esposizione e l'altitudine consentono di arrampicare su questa parete per quasi tutto l'anno.

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Bertoldo sul primo tiro

Luca sul diedro del quinto tiro

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Bertoldo, Giacomo e Maurizio alla quarta sosta
Maurizio in uscita dal diedro

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Giacomo, Maurizio, Matteo e Luca a fine via

In viola "Via il razzismo dal mondo", in rosso la via
"Orizzonti Dolomitici" ed in verde la  via "Amazonia"