| Descrizione
Generale
Via aperta da Giuliano Stenghel e F. Sartori nel 1983 che sale la Parete del Limarò
al Piccolo Dain. Gli apritori dedicarono la salita a Padre Renato Chizito Cerezo. Nonostante la guida di Diego Filippi attribuisca quattro stelle su cinque a questa salita, noi non ci sentiamo di consigliarla per via della pessima qualità della roccia e la folta vegetazione. Le soste sono
tutte ricavabili su piante.
Attacco, Descrizione della via
Da Arco di Trento risalire tutta la Valle del Sarca fino ad
arrivare a Sarche. Qui la strada si divide. Prendere a sinistra
in direzione di Madonna di Campiglio. Cento metri dopo la svolta,
imboccare sulla destra una piccola strada che corre parallela alla
principale. Proseguire un centinaio di metri fino ad una comoda zona
dove poter posteggiare.
Poi a piedi raggiungere nuovamente la statale (andando in
direzione di Madonna di Campiglio) e proseguire
dritti fino a raggiungere il cancello della centrale dell'Enel. Scavalcarlo e al termine della struttura imboccare la traccia di sentiero che costeggia la parete. L'attacco è posto poco oltre in corrispondenza di un diedro fessurato dove all'interno sono cresciuti diversi arbusti.
1° tiro:
rimontare la parete e portarsi all'inizio della fessura che incide il diedro, salirla sino a raggiungere un grosso albero
che ostacola il cammino e sostare. 35 Mt., IV°, V°+, 1 chiodo.
2° tiro:
oltre la pianta il diedro è chiuso a camino per i primi metri,
poi termina e si continua per salti erbosi sino alla grande cengia che caratterizza la parete. Si sosta su di una pianta con cordini.
25 Mt., IV°, III°, 1 chiodo.
3° tiro:
dalla sosta ci si alza alcuni metri e poi, obliquando a
sinistra, si raggiunge un grande arbusto. Da qui si traversa verso
sinistra per circa 10 Mt. fino ad un alberello sul quale si sosta.
Roccia molto instabile.
30 Mt., III°, IV°, II°, 1 chiodo.
4° tiro:
salire la rampa obliqua verso destra sino a raggiungere l'inizio di un diedro giallastro dove si sosta comodamente su di un albero.
Molti massi instabili. 20 Mt., IV°+.
5° tiro:
proseguire lungo il diedro sino a quando diviene strapiombante, indi uscirne a destra e proseguire sino a raggiungere degli alberelli dove si attrezza la sosta. Poco sopra è identificabile una piccola nicchietta nerastra alla quale gli apritori assegnarono il nome di "Buco della Femminilità".
Ci si trova a sinistra del grande tetto ad arco. 40 Mt., VI°, VI°+, 9 chiodi.
6° tiro:
superare il "Buco della Femminilità" e aggirare sulla sinistra il grande tetto ad arco. Proseguire poi per placca sino ad un piccolo ripiano dove si sosta
ancora su pianta. 20 Mt., V°+, V°, 1 chiodo.
7° tiro:
salire a destra della sosta
lungo delle rocce molto lavorate e piene d'erba. Procedere sino al termine delle
corde, indi attrezzare la sosta su un arbusto o su friend.
55 Mt., V°, IV°, 1 chiodo.
8° tiro:
alzarsi pochi metri fino a raggiungere un'ampia cengia che permette
di attraversare verso destra. Via via la cengia diventa più stretta
fino a quando ci si trova al cospetto di un muretto verticale e saranno ben evidenti gli spit della "Via Amazzonia".
Seguirli (si supera il muretto e poi si riprende a traversare verso
destra) fino ad una sosta attrezzata. 55 Mt., II°, III°.
Seguire la traccia di destra alcune decine di metri fino a raggiungere la recinzione paramassi da dove parte il sentiero di discesa.
Procedere anche slegati.
30 Mt., I°.
Discesa
Seguire il sentiero, che inizialmente sale nel bosco (bolli rossi), fino ad incrociare quello che scende dalla cima del Piccolo Dain. Qui prendere a destra e iniziare a scendere (indicazioni per la ferrata). Superare alcuni tratti attrezzati con corde fisse sino ad un bivio (scritte su di un masso). Qui scendere verso destra (ripido) sino a raggiungere l'abitato di Sarche.
Giunti in prossimità delle abitazioni prendere una traccia verso destra (a sinistra si entra in un terreno privato e oltre la strada è sbarrata da cancello). Si arriva in un parcheggio vicino alla chiesa, da qui, seguendo la strada provinciale tornare in breve alla macchina. |