Monte Colodri/Parete Est - Via Brunello Sommadossi

Climbing Technology Karpos
Zona montuosa Prealpi Trentine - Valle del Sarca Località  di partenza Arco (TN)
Quota partenza 100 Mt. Quota di arrivo 400 Mt. circa
Dislivello totale

+60 Mt. circa per l'attacco
+240 Mt. la via (320 lo sviluppo)

Sentieri utilizzati n. 431B
Ore di salita 10' per l'attacco
5 h. 15' la via
Ore di discesa

1' sino alla vetta del Colodri
30' dalla vetta al parcheggio

Esposizione Est Giudizio sull'ascensione Ottima
Data di uscita 09/04/2012 Difficoltà VII°/VI°+, A0
Sass Balòss presenti
Luca, Bertoldo.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata con temperature freschine caratterizzata da una coltre nuvolosa e vento. Il sentiero che conduce all'attacco è evidente. La ferrata che si percorre in discesa non è difficile però presenta dei tratti molto unti e, se bagnati, decisamente scivolosi.
La roccia in via è ottima. Sui passi chiave è unta ma, a parte le prime lunghezze, mai eccessivamente da dare fastidio.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale materiale per arrampicata su roccia. La via è completamente attrezzata ma in alcuni punti le protezioni sono un po' distanti.
Un friend 0.3 camalot viene buono nella fessura del quinto tiro. Poi portare 0.75, 1 e 2 camalot. La via è caratterizzata da larghe fessure dove si potrebbero piazzare friends di grosse dimensioni tipo 5 e 6 camalot ma non risultano indispensabili.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale
Il monte Colodri è il simbolo dell'arrampicata nella Valle del Sarca. E' situato immediatamente a nord dell'abitato di Arco e presenta pareti molto verticali e strapiombanti percorse quasi ovunque da itinerari d'arrampicata. Dalle linee classiche lungo fessure e diedri affrontate già nella seconda metà degli anni '70 a quelle estreme in artificiale o chiodate per l'arrampicata libera su difficilissime placche.
In comune hanno arrampicata atletica e roccia quasi sempre ottima.
Questo itinerario è stato uno tra i primi ad essere aperto sulla Parete Est ad opera dei fratelli Ugo e Mario Ischia il 12 settembre 1975.
Segue una linea molto logica di fessure e diedri di difficoltà sempre molto continue fino alla fine. Attualmente la via è ben protetta con chiodi, spit ed alcuni fittoni resinati. Le soste sono tutte sicure e comode attrezzate con anelloni cementati oppure da attrezzare su piante.
Attacco, Descrizione della via
Da Arco di Trento imboccare la strada che conduce ai campeggi e alla piscina comunale ove conviene parcheggiare. Da qui continuare a piedi in direzione di Ceniga. Dopo circa 500 Mt. sulla sinistra si trova un ristorante/pizzeria. Entrare nel parcheggio del locale ed imboccare un sentierino sulla sinistra che, attraverso un boschetto, conduce alla base della parete. Costeggiarla verso destra sino un evidente diedro formato da un avancorpo grigio addossato alla parete (scritta rossa "via somadossi" e lapide in memoria di Rudi Kiewe).

1° tiro:
salire il diedrino grigio e poi obliquare a sinistra seguendo l'evidente fessurona sino al terrazzino dove si sosta (1 fittone+pianta).
Verso metà è possibile aggirare i metri più lucidi spostandosi leggermente a sinistra in placca.
50 Mt., V°, V°+, 3 spit, 3 chiodi (di cui 2 vicini), 2 fittoni, 1 sosta intermedia (2 boccole+catena).

Spostarsi verso sinistra sino alla base del pilastro staccato e attrezzare una sosta su pianta. 10 Mt.

2° tiro:
seguire il pilastro staccato sino al suo termine e sostare (anello cementato) sopra al grosso masso appoggiato in cima al pilastro.
25 Mt., V°+, V°, 2 spit, 1 chiodo, 2 fittoni.

3° tiro:
un metro a destra della sosta poi alzarsi un poco con l'aiuto di una bella fessura indi traversare altri due metri a destra. Per rocce più semplici si raggiunge una comoda cengia. Pochi metri più a destra si sosta su pianta (cordoni).
15 Mt., VI°, IV°, 2 spit, 1 chiodo con cordino.

4° tiro:
spostarsi un po' a destra fino alla base del diedro. Seguire la fessura più larga sulla sinistra sino un grosso masso incastrato dove si sosta (anello cementato). 20 Mt., IV°, V°, 1 spit, 1 chiodo.

5° tiro:
seguire ancora la fessura alcuni metri poi abbandonarla e traversare 2-3 metri a sinistra raggiungendo una stretta fessura su roccia bianca. Seguire questa fessura sino al suo termine poi alzarsi ancora un po' sino a quando è possibile traversare verso sinistra senza difficoltà raggiungendo una terrazza con piante dove si sosta (da attrezzare).
45 Mt., V°, VI°+, VII° oppure A0, VI°, IV°-, 11/12 chiodi, 3 fittoni, 1 clessidra con cordone.

6° tiro:
in obliquo verso destra sino alla base di un diedro formato da un pilastro. Lo si sale ed al suo termine si continua in obliquo verso destra su facile rampa sino alla cengetta con pianta dove si sosta (da attrezzare). 25 Mt., V°+, IV°, 2 spit, 1 chiodo con cordino.

7° tiro:
seguire la fessura/diedro inizialmente in verticale, poi ci si sposta un po' a destra ed in fine ancora in verticale sino un piccolo ripiano dove si sosta (anello cementato). 35 Mt., V°+, V°, 3 spit, 1 chiodo, 1 masso incastrato con cordone.

8° tiro:
seguire il diedro fessurato sino al suo termine e sostare su pianta (da attrezzare). 15 Mt., V°+, VI°+, 3 spit, 2 chiodi.

9° tiro:
portarsi alla base del successivo diedro fessurato. Salirlo seguendo poi la fessura che obliqua un po' a sinistra sino alla sosta (anello cementato). 25 Mt., IV°, V°+, IV°, 3 spit.

10° tiro:
seguire sempre il diedro puntando all'evidente tetto sotto il quale si sosta (anello cementato).
35 Mt., IV°, IV°+, IV°, 1 spit, 1 masso incastrato con cordino.

11° tiro:
traversare verso destra sotto il tetto. Al suo termine traversare ancora verso destra sino a raggiungere il diedro mediante il quale si raggiunge la sommità della struttura. Si sosta su pianta (da attrezzare).
20 Mt., V°+, VI°, V°+, 2 spit, 1 chiodo con cordone, 1 clessidra con cordone, 1 dado incastrato.
Discesa
Dal termine della via imboccare una traccia di sentiero verso sinistra in direzione della grossa croce posta sulla cima del Monte Colodri (sulla croce presente libro di vetta). Da qui abbassarsi verso sud (segnavia bianchi e rossi) sino a raggiungere la ferrata del Colodri (n. 431B) che scende in direzione di Arco e velocemente riporta al parcheggio.

Note

Come tutte le altre vie della valle è consigliata la salita nelle mezze stagioni o nelle belle giornate invernali. Da evitare il periodo estivo.

Commenti vari
E' possibile evitare la prima lunghezza percorrendo la rampa obliqua che sale da sinistra (vedi via Katia Monte). L'itinerario originale però percorre il diedro e vale la pena, almeno una volta, portare pazienza per la roccia eccessivamente "unta" e percorrerlo.
Pubblicazioni

Questa relazione è stata inserita nella guida ARRAMPICARE Dolomiti sud-occidentali vol.1 edita da ViviDolomiti.
Clicca sull'immagine qui sotto per accedere alla pagina web ViviDolomiti edizioni - libri di montagna e acquistarne direttamente una copia.

Clicca per visualizzare lo SCHIZZO DELLA VIA
(Disegno di Claudia Farruggia "Iaia")

   

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Il diedro della prima lunghezza

Matteo risale il pilastro staccato del secondo tiro

   

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Terza lunghezza

La larga fessura del quarto tiro

   

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Al quinto tiro si esce a sinistra verso la fessura bianca

Diedro della sesta lunghezza

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 Ultimi metri del settimo tiro

Luca all'inizio del diedro dell'ottava lunghezza

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Matteo sugli ultimi metri del diedro dell'ottavo tiro

Nono tiro sempre in diedro/fessura

   

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Luca sulla penultima lunghezza, la più facile della via

Matteo alla decima sosta sotto al tetto

   

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Traverso sotto al tetto

Il Monte Colodri con i tracciati delle vie: Pomi coti,
Brunello Sommadossi, Renata Rossi, Katia Monte e Barbara.

 

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