| Descrizione generale
Meraviglioso
itinerario di bassa quota sui monti dell'alto Lago di Garda, breve ma
eccezionalmente panoramico, che abbina la percorrenza di una ardita
cresta rocciosa sospesa a picco sulle acque del lago, con passaggi
tecnici su roccia e numerosissime tracce e testimonianze di manufatti
della Grande Guerra. Si transita nei pressi di stanze
artificiali scavate nella rocccia, fortini, lunghi tratti di trincea,
articolate gallerie che attraversano la montagna. Un magnifico e consigliabile itinerario escursionistico nonché un museo all'aperto.
Descrizione percorso
Provenendo
dalla strada che costeggia a Ovest il Lago di Garda, raggiungere Riva
del Garda, e seguire subito dopo l'abitato le indicazioni per Storo e il
Lago di Ledro. Una lunghissima galleria ci conduce già dentro la valle
del Ponale, che scende verso il Garda dal Lago di Ledro. Dopo circa un
chilometro si arriva al paese di Biacesa, e si svolta subito a destra
andando a parcheggiare nei pressi del piccolo campo sportivo. Qui
inizia l'itinerario escursionistico. Si percorrono a ritroso i pochi
metri della stradina dalla quale si è arrivati al campo sportivo, poi
si seguono a destra le indicazioni per il Sentiero Susatti e Cima Capi.
La stradina sale abbastanza ripida ed acciottolata passando tra dei
poderi ed alcune case rurali poste nella parte alta dell'abitato di
Biacesa, poi, nei pressi di una fontana, una bella indicazione con
l'effige di un capra indica verso destra il sentiero che dobbiamo
seguire (che è il numero n. 470) qualificandolo come “Sentiero dei Bech”.
Il sentiero prosegue verso Est con andamento abbastanza pianeggiante,
attraversando il bosco. Dopo circa 20 minuti dalla partenza si perviene
ad un bivio, qui occorre ignorare il sentiero n. 471 che si stacca
in salita (o “Sentiero delle Laste”), che è il sentiero attrezzato che
percorreremo in discesa provenendo dal Bivacco Arcioni. Proseguire
quindi dritto lungo il sentiero 470, che con andamento costante
continua ad attraversare a mezzacosta il versante della montagna
portandoci verso l'attacco della ferrata del Sentiero Susatti. Ad un
certo punto il sentiero ci fa perdere alcune decine di metri di quota,
poi si transita sotto ad una parete di roccia strapiombante addosso alla
quale è possibile visitare i ruderi suggestivi di un forte militare. Si
prosegue ancora lungo il sentiero avvicinandosi sempre di più alle
acque del Lago di Garda, siamo ora sotto lo spigolo roccioso di Cima
Capi, che campeggia in alto con la sua evidente forma piramidale. Si
giunge ad un nuovo bivio: andando dritti il sentiero porterebbe a Riva
del Garda (sentiero che noi abbiamo rinvenuto “chiuso” da una ordinanza
che accenna a dei lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa),
noi invece imbocchiamo a sinistra il sentiero 405, che sale
improvvisamente molto ripido portandosi a rimontare le prime roccette
della cresta di Cima Capi. La vista verso destra sul Lago di Garda è
già da ora bellissima, e arrivati al cartello del sentiero attrezzato
Susatti conviene imbracarsi e iniziare a percorrere la bellissima
ferrata in sicurezza. Il percorso è molto facile e piacevole, ma non
mancano tratti verticali ed esposti che si superano con l'ausilio di
comodi pioli metallici. Il percorso è nel complesso molto aereo ed
estetico, si svolge su un bel calcare spesso solcato dal dilavamento
dell'acqua, e a tratti risulta “unto” dai numerosi passaggi degli
escursionisti. Ci sono lungo il percorso numerosi terrazzini panoramici
posti su dei torrioncini verticali di roccia, a picco sul lago,
centinaia di metri più in basso. Si giunge infine sulla piccola sommità
di Cima Capi (dopo circa 2 ore e 15' dalla partenza), che è un piccolo
rilievo roccioso, tra il pendio scosceso e boscoso che scende verso
Ovest nella valle del Ponale, e che precipita invece con un'altissima
parete verticale di roccia verso il Lago di Garda. Dalla cima
discendere verso Nord-Ovest cercando la strada tra alcune trincee di
guerra invase dalla boscaglia, perdendo un po' di quota fino a
camminare poi più comodamente sul margine del precipizio, da dove è
possibile ammirare la parete Nord di Cima Capi: davvero imponente ed
impressionante il muro di roccia che precipita verticale e a tratti
addirittura strapiombante per varie centinaia di metri fino quasi al
livello del lago di Garda. Ma il sentiero continua costeggiando il
baratro e transitando nei pressi di una piazzola attrezzata per
l'atterraggio di elicotteri. Ancora più avanti si giunge ad un bivio
con il sentiero numero 460 (Sentiero attrezzato Foletti) che conduce
verso sinistra in discesa direttamente verso il Bivacco Arcioni, ma noi
lo ignoriamo proseguendo dritto lungo il sentiero 405 che porta verso
la Bocca Pasumer. Inizia qui un tratto abbastanza accidentato a mezza
costa che, grazie ad una cengia sospesa sul vuoto, permette di
attraversare la massiccia parete Est di Cima Rocca. Si scende di
qualche metro con una scaletta, poi, facendo attenzione al precipizio
verso destra si percorre tutta la cengia attrezzata (ma comunque, va
detto, abbastanza larga) fino al termine della grande parete, dove il
sentiero entra in un boschetto e prende a salire con alcuni piccoli
tornanti, salendo poi alla Bocca Pasumer (975 Mt., 40 minuti da Cima
Capi). Da questo valico occorre seguire le indicazioni poste sulla
palina che ci fanno svoltare a gomito verso sinistra (sentiero 471 A,
attrezzato, per Cima Rocca). Da qui il percorso di snoda quasi
interamente camminando all'interno di profonde trincee, con anche
alcuni ricoveri scavati nella roccia calcarea, e con vari facili tratti
attrezzati che aiutano a salire nei punti più accidentati. Dopo meno di
20 minuti di cammino dalla Bocca Pasumer si giunge davanti ad
un'evidente galleria con un cartello di indicazioni riguardo all'uso di
torce elettriche; ma da qui passeremo durante la discesa, proseguire
piuttosto in salita per gli ultimi minuti di cammino, fino a
raggiungere la piccola vetta rocciosa di Cima Rocca, dove si può godere
di un fantastico panorama sull'alto Lago di Garda.
Discesa Da
Cima Rocca ridiscendere in pochi minuti alla galleria che si era
rinvenuta durante la salita, e indossato il casco con la torcia
percorrerla per tutta la sua lunghezza (oltre 300 metri). Lungo la
galleria ci sono alcune stanze laterali, alcune piccole finestre che
permettono di gettare lo sguardo fin giù verso Biacesa, e una
misteriosa quanto invitante diramazione laterale in ripida discesa (chiusa da uno sbarramento) che
penetra per chissà quanto nelle profondità della montagna. Allo sbocco
della galleria una fortificazione in cemento ci conduce all'uscita
tramite uno stretto passaggio, e appena ricomincia il sentiero si nota
provenire dall'alto il sentiero normale che discende direttamente dalla
cima. Si prosegue la discesa lungo il sentiero fino a entrare in una
nuova galleria, anch'essa abbastanza lunga, prima della cui uscita si
nota provenire dall'alto una ripidissima diramazione (anche questa
sbarrata). Pochi minuti ancora di cammino da quest'altra galleria e si
giunge ad un pozzo attrezzato con una scaletta metallica, con la quale
ci si cala in una nuova galleria, che ci conduce lungo delle stanze
abbastanza ampie, fino all'uscita, da dove il sentiero in discesa ci
conduce ad una radura soleggiata e attrezzata con alcuni tavoli e dove
si nota la bella chiesetta di San Giovanni Battista “in montibus”. A
poche decine di metri dalla chiesetta si trova invece l'accogliente
Bivacco Arcioni, che ospita tra l'altro una bella cucina con camino e
fornelli. Dalla chiesetta di San Giovanni esistono due diverse opzioni
per ridiscendere a Biacesa: il sentiero normale (n. 460), oppure il
sentiero attrezzato n. 471, denominato “Sentiero delle Laste”. Noi
scegliamo il sentiero attrezzato 471, e scendiamo rapidamente nella
boscaglia superando alcune placche rocciose con l'aiuto di cavi e
gradini metallici. Il percorso è decisamente facile e solo a tratti
lievemente esposto, per un escursionista esperto il set da ferrata qui
potrebbe anche rimanersene nello zaino. Le difficoltà finiscono presto
e il sentiero serpeggia con alcuni ultimi tornanti nel bosco fino a
ricongiungersi al sentiero 470, dove si è transitati all'inizio
dell'itinerario per portarsi all'attacco della ferrata di Cima Capi. Si
segue quindi verso destra il sentiero 470 fino a tornare a Biacesa.
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