Cima Canali - Fessura Buhl/Erwing

Zona Montuosa Dolomiti Occidentali - Gruppo Pale di S. Martino Località di partenza Fiera Di Primiero
(Rist. Cant Del Gal) (TN)
Quota Partenza 1160 Mt. Quota di arrivo 2897 Mt.
Dislivello totale +1118 Mt. per il rifugio Pradidali
+90 Mt. dal rifugio all'attacco
+380 Mt. la via +150 Mt. per la vetta
(400 sviluppo via +300 per la vetta)
Data di uscita 30/07/2006
Ore di salita 2 h. da Cant Del Gal al rifugio Pradidali
20' dal rifugio all'attacco
6 h. 30' la via
Ore di discesa 3 h. fino al rifugio
Sentieri utilizzati n. 709 Giudizio sull'ascensione Ottima
Sass Balòss presenti Luca, Bertoldo Difficoltà IV°+, V°+
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Al mattino il cielo era completamente azzurro, nel pomeriggio sono arrivate delle nubi ma la visibilità è sempre stata ottima. Il sentiero che sale al rifugio è ben segnalato, comodo ed evidente. Dal rifugio all'attacco si seguono delle comode tracce. Roccia ottima lungo tutta la via.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente. Attenzione particolare va data alla discesa che è abbastanza complessa e macchinosa.
Presenza di acqua
Al parcheggio o eventualmente da un torrentello che si incontra dopo circa 20' di cammino. Fontana al rifugio con scritta non potabile.
Punti di appoggio
Rif. Pradidali 2278 Mt.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Materiale solito da arrampicata. Fondamentali i cordini per le clessidre e i friends.
Descrizione dell'arrampicata

Descrizione Generale
La Canali è sicuramente una delle cime più belle di tutte le Dolomiti. Da qualsiasi versante la si osservi si rimarrà attratti dalla sua bellezza. Il versante Ovest è quello più frequentato dagli scalatori per via della facilità d'accesso.
Hermann Buhl in compagnia di Herweg Erwing nella fresca mattinata del 9 settembre del 1950 salì i primi centro metri della Via Simon-Wiessner (aperta nel 1927) e piegò a sinistra agganciando una fessura (che a volte diviene camino) che sale tutto il pilastro (oggi denominato pilastro Buhl). Ne uscì una via magnifica, a detta di alcuni, la più straordinaria via su roccia di Buhl, che ancora oggi a più di 50 anni di distanza è in grado di attirare arrampicatori da tutta Europa.
Attacco, Descrizione della via
Da Fiera Di Primiero seguire le indicazioni per la Val Canali fino a giungere al ristorante Cant del Gal. Parcheggiare poco oltre negli ampi posteggi circostanti ed imboccare il sentiero 709 che conduce al rif. Pradidali.
Seguire sempre il sentiero, è impossibile sbagliare, fino al rifugio. Presenza di alcuni tratti con catene ma superflue (almeno senza ghiaccio).
Arrivando al rifugio sono ben visibili 3 montagne, alle spalle dello stesso la cima Pradidali, alla sua sinistra il Campanile Pradidali e a destra l'imponente Cima Canali.
Dal rifugio risalire lungo il ghiaione puntando alla cengia posta alla base della parete Ovest della Cima Canali sulla quale sono ben evidenti tracce di passaggio. La cengia s'interrompe nei pressi di un camino verticale dove è posto l'attacco della Via Simon-Wiessner.

1° tiro:
salire obliquando a destra in direzione di un diedro-fessura nel quale è situata la prima sosta (due chiodi e una clessidra collegati tra di loro da un cordino blu). 40 Mt., III°, IV°.

2° tiro:
proseguire seguendo ora una fessura che presenta un passo strapiombante (1 chiodo alto e nascosto). Subito dopo questo passo uscire a destra e raggiungere la sosta su un chiodo e grosse clessidre. 30 Mt., IV°+, V°-, 3 chiodi.

3° tiro:
si superano le facili rocce sopra la sosta per poi rientrare nella fessura, che ora diviene camino, sino a giungere ad un terrazzo dove si sosta su due chiodi. 30 Mt., IV°, III°, 1 chiodo.

4° tiro:
salire il diedro a sinistra della sosta sino a giungere alla base della parete giallastra. Comoda sosta con 4 chiodi su terrazza. 20 Mt., III°+.

5° tiro:
tiro chiave della via con alcuni passi strapiombanti. Si sale la placca gialla sopra la sosta per poi traversare a destra alcuni metri e superare uno strapiombino. Si aggancia una fessura/diedro che si sale fino ad una nicchia giallastra dove è situata la sosta.
45 Mt., V°+ sostenuto, V°-, 8 chiodi.

6° tiro:
passo iniziale in strapiombo (chiodo), poi proseguire lungo la fessura, superare un secondo strapiombo e proseguire nel camino fino alla sosta. 3 clessidre sul lato destro, in prossimità di un grosso masso giallo in bilico. 55 Mt., V°, IV°+, 4 chiodi.

7° tiro:
stando sulla parete destra del camino si perviene ad un ripiano dove c'è una sosta con uno spit. Si procede sempre in verticale seguendo la fessura fino ad un terrazzino. Sosta su due clessidre con cordoni. 40 Mt., V°-, III
°.

8° tiro:
noi abbiamo risalito la parete a sinistra del camino perché questo era bagnato, probabilmente con condizioni asciutte si segue anche in questo tiro il camino. La sosta è su due chiodi uniti da cordini in una grande nicchia formata da un tetto nel camino. 40 Mt., IV°.

9° tiro:
si esce a destra della nicchia e si riprende il camino che si segue arrampicando in spaccata fino alla sosta. Cordone su grosso masso e chiodo. 40 Mt., IV°
.

10° tiro:
si precede sempre nel camino o ,eventualmente uscendo a sinistra, fino al suo termine. Proseguire fino al cospetto del pilastro ed attrezzare una sosta sulla destra, in prossimità della scritta rossa "discesa". 60 Mt., IV°, II°
.

Discesa
La discesa è abbastanza complicata ed è necessario prestare moltissima attenzione per non perdersi (cosa che a noi è capitata). Inizialmente è necessario salire fino alla vetta (40' dal termine via, passi di III°, poi II° e I°), dalla quale poi inizia la discesa vera e propria. E' opportuno percorrere i primi 100 Mt. circa con due lunghezze di corda o in conserva data l'elevata esposizione e alcuni passaggi delicati. Detto questo dall'ultima sosta aggirare il pilastro sulla destra (freccia + scritta rossa sbiadita "discesa") e iniziare a traversare seguendo i bolli rossi e gli ometti per circa 40 Mt. Poi si inizia a guadagnare quota sino a raggiungere una piccola forcella poco sotto la vetta. Possibilità di salire per rocce semplici e articolate la parete di sinistra per raggiungere la vetta. Ritornare poi alla forcella e continuare a seguire ometti e bolli. Inizialmente si percorre un tratto molto esposto di cresta e poi si inizia a scendere. Si piega a destra (viso a valle, attenzione alla clessidra con cordone che invita a calarsi sulla sinistra) e si scende fino ad uno spallone dal quale, con 3 calate da 30 Mt., si raggiunge la forcella che divide la Cima Canali dalla Figlia della Canali. Da qui scendere stando sulla sinistra del canale (viso a valle, ometti e bolli) sino a raggiungere il ghiaione che in breve riporta al rifugio Pradidali (altre 2 doppie da 25 Mt.).
In tutti gli ancoraggi per le doppie "giuste" c'è un anello di calata.

Note
Noi scendendo in corrispondenza di un piccolo terrazzino, anziché piegare verso destra (dove erano poi visibili bolli e ometti) ci siamo calati su un vecchio cordino abbandonato sulla sinistra. Al termine della calata abbiamo incontrato altri ometti e ciò ci ha fatto pensare di essere sulla 'strada giusta' fino a quando gli ometti sono scomparsi e la roccia è diventata palesemente marcia. Dopo due ore di accurata ricerca e tentativi abbiamo intravisto dall'altra parte della montagna un piccolo bollo e un ometto (fortuna vuole che c'era bel tempo). Siamo quindi risaliti e una volta ritrovata la 'retta via' ci siamo incontrati con tre ragazzi, anche loro di ritorno dalla Buhl, con i quali abbiamo condiviso il resto della discesa.
Commenti vari
Se non dovessero esserci altre cordate sulla via può essere presa in considerazione la possibilità di calarsi in doppia lungo la via senza dover giungere in vetta e poi scendere dalla normale.
   
Bertoldo dopo i primi metri del tiro chiave
Luca in uscita dal quinto tiro
   
Luca alla sesta sosta
Bertoldo in spaccata sul nono tiro
   
Luca e Matteo in vetta alla Cima Canali Una farfalla ci tiene compagnia in vetta
   
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Giochi di luce dietro il passo di Ball Il rifugio Pradidali al nostro rientro
   
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In rosso lo schema della via, in verde i sentieri per l'avvicinamento e la discesa