Lukino, Nuvolarossa (Luca Galbiati)

Il folle dei Sass, come il suo gemello/amico/compaesano Bertoldo ama buttarsi in imprese talvolta superiori alle proprie forze, è il trattore dei Sass, che vista la sua attitudine a lanciarsi a manetta, necessita del freno a mano tirato per non fare danni, ovvero della presenza castratrice del Gran Visir Mullah Omar.
Forse il più dotato di coraggio alpinistico, si cimenta in tutto quello che gli si prospetta, ma anche se gli farete salire il K2, lo troverà senz’altro banale.
Senza ombra di dubbio il più preso nell’attività arrampicatoria, mostra ultimamente i sintomi preoccupanti di una sindrome da svacco arrampicatorio, gli passerà, (per forza).
Anche lui è autore di numerosissime scurrilità gratuite assolutamente riprovevoli, autore di numerose Leggi della Montagna, in primis quella sul rapporto Donne/Montagna.
Un bonaccione, ma non poi così innocuo…

Competenze e fobie:

Esperto di tutto quello che rimane, o così speriamo. Soprattutto esperto di tetti strapiombanti nella palestra di Ponte S. Pietro e di Trezzo.
Fobia principale: svegliarsi presto la mattina per camminare.

Dopo tre anni...

Se il Matteo si venderebbe l'auto per una vacanza, lui si venderebbe la casa per un paio di mesi in Sud America. Forse il Sasso rimasto più invariato tra tutti. Sempre più intestardito sul verticale, adora le difficoltà e adora ficcarsi nelle situazioni complicate, uscirne in qualche modo e poi fare il figo con il resto del gruppo. Ma la colpa non è da attribuire a lui bensì ad Omar, infatti ormai al nostro trattore manca il freno a mano…
La vecchia fobia è stata ormai superata, ma una nuova è subentrata: le compatte placche granitiche sulle quali fare affidamento sui soli piedi. E' in grado di stare immobile per ore di fronte ad una di esse, fisso, con il naso in alto tipo cane da caccia in punta, mugugnando e rimuginando contro il mondo intero.

Dopo otto anni...
A parte la panza, l'altra cosa che in lui continua a crescere è la sua voglia di verticale e, sempre in dolce compagnia della morosa Claudia, si avventura verso mondi per noi ormai solo immaginabili. Grazie a ciò gli verrà presto consegnato lo stemma di esperto di roccia del gruppo, appartenuto in passato al Bertoldo. Curioso come una scimmia, non potrete mai rivelargli un segreto senza che nel giro di pochi secondi non lo sappia l'intero circuito di amici ed amici di amici, ma ad uno come lui si perdona tutto. Tecnicamente è il più cresciuto dei quattro in questi ultimi anni, oppure, ipotesi da non scartare, sono gli altri tre ad essere regrediti… Si è goduto la soddisfazione di restare l'ultimo Sasso a comprare casa per poi, a distanza di poche settimane, seguire a ruota il Matteo nel "doloroso" atto del rogito. Ora resta solo da vedere se sarà così abile da riuscire anche a sposarsi per ultimo (impresa ardua in quanto la dolce morosa Claudia farà di tutto per accorciare l'attesa).
Ogni tanto, quando è solo, ripensa al Sud America e ai suoi lunghissimi capelli di allora, una lacrima gli sfiora l'ispido pizzetto, ma lui l'asciuga con la manica e, facendo finta di niente, ride forte.

Dopo tredici anni...
Com’era scritto nelle stelle, anche l’uomo tutto di un pezzo è capitolato: si è sposato! Nell’anno di grazia di Nostro Signore 2015 è convolato a nozze con la Claudia che gli ha regalato una perla rara di nome Giada. A seguito del dolce evento, la sua frequenza in montagna, come da lui ammesso (cosa alquanto rara…), è vertiginosamente calata, in attesa che la figlia abbia qualche anno in più per poterla momentaneamente parcheggiare dai nonni e fuggire di nuovo tra pareti e chiodi, magari in compagnia della moglie che ormai è diventata anche la sua compagna prediletta di arrampicate. Assieme al Bertoldo è anche diventato autore di alcuni bei libri dedicati all’arrampicata ed già è partita la corsa alla copia autografata. Tornerà su grandi vie, tornerà sulle difficoltà che lui ama, perché, come diceva lui, “se non è difficile, non è bello!” E allora sali Luca. Sali più vicino a chi un giorno ti era accanto in sosta in mezzo al ghiaccio ed ora sarebbe orgoglioso di te. Da qualche tempo si lamenta della foggia dei moderni capi di vestiario tecnico che possiede e che, dice lui, sono troppo aderenti, troppo corti, con troppo cappuccio, troppe poche tasche, troppe maniche, troppe cerniere. E se fosse la sua pancia ad essere troppa?